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La fase orale e la fase anale

 

Per Sigmund Freud la struttura della personalità si evolve secondo tappe o fasi, che sono messe in rapporto con alcune zone dei corpo. Le prime tre fasi, fondamentali per la costruzione della personalità, sono: la fase orale, la fase anale e la fase fallica. Ognuno di queste domina a turno sulle altre.

Nella fase orale (da 0 a 1 anno) l'interesse del bambino è polarizzato verso il nutrimento e prova le maggiori sensazioni di piacere nel succhiare, cosicché la bocca diventa l'organo sensitivo per eccellenza. Per la psicologia psicodinamica è importante l'influenza dell'erotismo orale sulla formazione del carattere, poiché durante questa fase il bambino inizia la conoscenza degli oggetti e impara ad avere un rapporto con essi. Infatti è solo attraverso la bocca che prende contatto con il mondo esterno. Quando noi regaliamo un giocattolo, subito il bambino lo porta alla bocca, perché è attraverso le mucose che conosce e costruisce un rapporto con l'oggetto. Nello stesso modo costruisce il suo rapporto con la madre.

Alla nascita il neonato non sa distinguere il seno materno dal proprio corpo; soltanto quando s'accorge che quel seno gli viene a mancare, imparerà a porlo fuori di sé e inizierà a considerarlo un "oggetto". Ma in questa prima fase dello sviluppo psichico avviene un altro fatto: attraverso il rapporto gratificante con la madre, il bambino acquista quella fiducia che in futuro sarà alla base del suo sentirsi un adulto sicuro e accettato. Infatti i rapporti che ciascuno di noi ha avuto nei primi stadi di sviluppo, condiziona il modello delle successive relazioni con gli altri.

Importanza della fase orale

A una buona gratificazione orale seguiranno autosicurezza e ottimismo, mentre la frustrazione orale avrà come conseguenza un atteggiamento pessimista e incline alla depressione. Sappiamo che nella depressione si crea una dolorosa frattura tra il Sé ideale, cioè come si vorrebbe essere e il Sé reale, come in realtà si è. Questa frattura provoca uno stato di dolore psichico che può portare a diverse reazioni, come: la protesta, la lotta, l'aggressività... Talvolta la perdita di autostima che ne deriva può portare a una situazione di dolore psichico intollerabile.

Il bambino che non supera positivamente la fase orale, da adulto sarà volubile, irrequieto, curioso, insoddisfatto. La caratteristica predominante sarà la dipendenza dagli altri, cioè l'esigenza continua di aiuto e un bisogno di essere incoraggiato e lodato. Infatti l'adulto che nell'infanzia non ha superato questa fase è destinato a rimanere isolato dagli altri, perché ha poca capacità di dare, proprio a motivo della sua "aridità" emotiva e ha, invece, molto bisogno di ricevere per la sua insicurezza e dipendenza.

Inoltre tenderà a sentirsi rifiutato e tradito dagli altri, verso i quali manifesterà il suo sadismo e la sua voglia di vendicarsi. La fase anale invece (da 1 a 3 anni), è il periodo durante il quale il bambino riceve sollecitazioni piacevoli dalla funzione dell'escrezione, sia nell'espellere che nel ritenere le feci.

L'evoluzione dalla fase orale a quella anale significa il passaggio dalla capacità di ricevere alla capacità di dare o di rifiutare.

Nella fase anale, il bambino inizia a vivere come persona e impara a distinguere l'lo dal Tu, cioè sa cogliere la presenza o l'assenza della madre come oggetto indipendente da lui. Durante questa fase il bambino fa la prima esperienza di disciplina imposta dall'autorità esterna. t l'inizio della costruzione della "coscienza", definita "coscienza primitiva".

L’educazione alla pulizia

Hans Zulliger nel suo studio Reazioni devianti della coscienza infantile (La Nuova Italia, 1971), descrive come l'educazione alla pulizia che viene impartita al bambino è fondamentale per la formazione della sua coscienza. Di fronte alle richieste della madre o di chi ne fa le veci il bambino si adatta, poiché desidera con il suo comportamento compiacere e quindi ottenere dalla madre una prova di amore. Noi sappiamo che il bambino, al contrario di noi adulti, non possiede le categorie mentali di ripugnanza o ribrezzo di fronte alle proprie feci. Infatti quando desidera rimanere sporco o giocare con i propri prodotti, la sua coscienza gli ricorda che la mamma è di altro avviso. Così la delusione della mamma alla vista della mancanza di controllo sfinterico, viene considerata dal piccolo un castigo che rappresenta l'assenza di amore. Per questo, anche se rimane il desiderio di sfidare le richieste di pulizia della madre, con l'abitudine alla pulizia sviluppa la sua coscienza.

L'educazione alla pulizia condiziona anche i futuri rapporti interpersonali. Se al bambino viene chiesto precocemente un rigido autocontrollo, oppure se ciò viene fatto con troppa autorità, il piccolo cade in una situazione di ambivalenza tra il desiderio che la madre "vada via" e la paura di venire abbandonato.

L'adulto fissato o regredito in questa fase possiede un carattere che evidenzia un bisogno di ordine e di precisione. Generalmente è avaro e frugale. Talvolta maschera il proprio esibizionismo lamentandosi, per attirare l'attenzione di chi gli sta vicino. Ha un bisogno estremo di danneggiare o degradare se stesso con comportamenti di dipendenza o di rifiuto. La persona con carattere anale è interiormente indecisa, dubbiosa, diffidente e fredda affettivamente.

Tratto da: Marasca M., La fase orale e la fase anale, in Missione Salute, Bimestrale di cultura e informazione sul mondo della  sanità, Milano, 3/2004, Rivista dei Camilliani d’Italia, p. 63.

 
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