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Dall’amore umano all’amore-sacramento


Ogni matrimonio autenticamente umano
è quasi un “sacramento naturale” di Dio.


Il Vangelo non racconta l’istituzione del sacramento del Matrimonio.
Il matrimonio esisteva prima del Sacramento. è una realtà naturale, cioè radicata nella natura stessa dell’uomo per volere del Creatore: cioè gli sposi, anche quando non se ne rendono conto, manifestano la grandezza di Dio-amore che ha posto la radice, la capacità e l’esigenza dell’amore nel cuore di ogni uomo e di ogni donna.
“Gesù ha istituito il Matrimonio non per legittimare il matrimonio naturale, ma per arricchirlo di una grazia di stato, per redimere l’amore… Il matrimonio cristiano è sacramento perché l’uomo e la donna ricevono un "supplemento" di amore, che li rende capaci di essere "segno" - questo vuol dire "sacramento" - dell’amore di Dio: amore senza limiti, gratuito, capace di trasmettere la vita. Se l’amore è un ricevere senza dare, non è amore; se l’amore esclude la vita, non è amore” (A.M. Gottardi). E questo supplemento di amore è frutto del dono dello Spirito Santo che è l’Amore per eccellenza.
Gli sposi sono consacrati dall’azione dello Spirito Santo per divenire capaci di annunciare nella vita quotidiana, attraverso la loro relazione sponsale, quanto Dio ama i suoi figli, quando sono buoni e quando non lo sono; capaci di annunciare quanto Cristo ama la Chiesa sua sposa, quando le è fedele e quando non lo è. è la grazia di Dio che agisce anche attraverso e nonostante la debolezza umana.
Dio ha impresso nell’uomo e nella donna la capacità di amarsi e di accogliersi totalmente in una perfetta armonia di corpo, di anima e di spirito; a questa capacità di accogliersi nell’amore è connessa la capacità di generare la vita: amandosi, gli sposi possono diventare "cooperatori e interpreti" del disegno di Dio creatore. Questa capacità di amare è però stata compromessa dal peccato, come ogni aspetto della vita umana, in maniera tale che nell’uomo e nella donna esistono contemporaneamente una grande possibilità di servirsi della sua dimensione sessuale per amare e una grande possibilità di strumentalizzare questo dono di Dio per fini egoistici di possesso e di godimento consumistico.
Allora l’amore, che pure ha la sua radice nella natura dell’uomo, non è più una realtà che nasce tutta dalla spontaneità e dall’istinto; è una realtà che va guidata, educata, coltivata per essere liberata pienamente dall’egoismo e dal peccato che c’è in ogni creatura umana.
Compito della Chiesa è anzitutto proclamare questo lieto annuncio di Dio sull’amore umano e aiutare l’uomo a ritrovare in se stesso il meglio della sua ricchezza di amore e a liberarsi progressivamente da tutto ciò che può soffocarla.

                                                                                                                   Giuliano Franzan OFM Cap.

 
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