Home arrow Novità arrow Psicologia arrow Psic.: La prima adolescenza
spacer.png, 0 kB

LA PRIMA ADOLESCENZA

 

Tutti i genitori e gli educatori desiderano che i loro figli siano felici, sicuri di sé, ben riusciti, e nessuno vuole farne degli individui timidi, insicuri, con difficoltà ad affrontare la vita. Se questo capito significa che si sono commessi errori, magari non voluti. t in gioco il destino dell'uomo e dei mondo.

Molte volte gli adulti trovano serie difficoltà a capire gli adolescenti. Quando ci si trova in questo empasse, quasi sempre ci si giustifica con la vecchia affermazione: «E l'età». In questa espressione, la saggezza popolare ha codificato la pazienza e l'accoglienza delle nuove generazioni. Ma il genitore o l'educatore non sono chiamati solo a praticare la pazienza verso i ragazzi: devono anche favorire positivamente lo sviluppo.
L'adolescenza, generalmente, è il periodo che si colloca tra la fanciullezza e l'età adulta, all'incirca fra i 14 e i 25 anni. Tuttavia, nella nostra società, questa età va analizzata meglio per una conoscenza e comprensione maggiore; per questo molti studiosi preferiscono dividere il periodo evolutivo in tre fasi:
                                 => la prima adolescenza (dai 14 ai 17 anni),
                                 => la media adolescenza (dai 17 ai 20 anni),
                                 => la tarda adolescenza (oltre i 20 anni ... ).

Verso la maturità

Sappiamo che il percorso che l'adolescente compie verso la maturità e l'indipendenza è caratterizzato dalle trasformazioni della pubertà che cambiano non solo il suo aspetto fisico, ma anche le capacità intellettive, le aspettative, le fantasie, i desideri... Naturalmente tutto questo richiede al soggetto una profonda riorganizzazione della vita psichica. L'adolescente che si sviluppa può rimanere turbato se la sua crescita o l'inizio della pubertà hanno luogo particolarmente presto o troppo tardi. Sappiamo pure che la sua crescita psicologica è condizionata dagli atteggiamenti dei genitori o dalle altre persone significative e dipende dal superamento o meno del complesso di Edipo: in altre parole, se la ragazza riesce ad assumere una buona identificazione con la madre e il ragazzo con il padre.
Per il maschio lo sviluppo somatico avviene in un confronto continuo con i coetanei. I: attenzione verso il proprio corpo lo porta ad interessarsi meno alle ragazze. Infatti i maschi di questa età vivono ancora separati dalle loro coetanee. Il ragazzo nella prima adolescenza non è ancora sicuro di se stesso e dei suoi sentimenti per orientarsi verso una persona di sesso opposto, per questo continua ad avere rapporti di amicizia con le persone del suo stesso sesso. Solo verso il termine della prima adolescenza emergono le esperienze delle "cotte". Gli innamoramenti facili e frequenti hanno una funzione importante nello sviluppo della personalità, sia del ragazzo che della ragazza, in quanto fanno parte del processo di distacco dalla dipendenza dai genitori e molte volte la persona "amata" diventa un ideale di cui il giovane adolescente cerca di imitare il comportamento e gli atteggiamenti.

La trasformazione fisica

Nella prima adolescenza, sono i cambiamenti del corpo ad attirare l'attenzione degli adolescenti. In seguito a questo sviluppo, le abilità manuali e motorie vengono meno; il ragazzo non sa che farsene delle lunghe gambe e delle lunghe braccia che improvvisamente si ritrova. Certe masse muscolari che aumentano lo stupiscono e lo disorientano, tanto che ci vorrà del tempo perché possa familiarizzare con il suo nuovo corpo.
La disarmonia della crescita lo fa sentire goffo, impacciato, mancante di coordinazione; perfino il timbro della voce lo tradisce, con toni aspri o scordati, prima di assumere l'armonica compostezza del giovane adulto.
Il ragazzo vede il suo corpo cambiare e non sa dove lo porterà questo cambiamento, nutre ansia nei confronti di queste trasformazioni di cui non conosce gli esiti. Per questo è costantemente attento e sensibile ai cambiamenti che avvengono in lui, pronto a paragonarsi agli altri e a soffrire di questo confronto. Quando l'adolescente non è soddisfatto del proprio aspetto, si tormenta, si isola e si possono creare conflittualità che durano nel tempo. Molte volte lo stato d'ansia lo porta a credersi diverso dagli altri e di conseguenza ad emarginarsi, dando luogo ad un sofferto senso di inferiorità.
Anche le capacità intellettive subiscono dei cambiamenti. Dagli 11/12 anni fino ai 15/16 anni, l'adolescente giunge alle operazioni formali, maturando un pensiero di tipo ipotetico-deduttivo: cioè egli comincia a ragionare per ipotesi. E’ a questa età che si appassiona alle idee nuove, sa discutere con gli adulti e sa formulare progetti per il proprio futuro.
Quanto sopra descritto è il periodo che va sotto il nome di "prima adolescenza". Prossimamente si tratterà in maniera diffusa anche il periodo della media e tarda adolescenza.

 

Tratto da: Marasca M., La prima adolescenza, in Missione Salute, Bimestrale di cultura e informazione sul mondo della  sanità, Milano, 6/2003, Rivista dei Camilliani d’Italia, p. 63.

 

 

 
< Prec.   Pros. >
Studio Teologico Interprovinciale "Laurentianum" dei Frati Minori Cappuccini
web agency