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Teologia

Rocchetta C., Teologia della tenerezza. Un "vangelo" da riscoprire, EDB, Bologna 2002.

In campo teologico non è per niente abituale riflettere sull'esistenza cristiana e sullo stesso comandamento nuovo in un'ottica di tenerezza. Eppure, un percorso di questo genere è decisivo se si vuole che la Chiesa si presenti al mondo come il sacramento della tenerezza di Dio, di un Dio di bontà e di grazia e non di punizione e di paura. La verifica teologica sulla tenerezza porta con sé notevoli implicazioni di ordine ecclesiologico. Non è possibile parlare di tenerezza senza mettersi in discussione come Chiesa e come singoli. La teologia della tenerezza suppone, di fatto, la prassi della tenerezza e pone in crisi un modo di essere cristiani che rimane alla superficie o si accontenta di un cristianesimo mediocre, senza slancio ed entusiasmo.


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Pasquale G., La teologia della storia della salvezza nel secolo XX, Nuovi Saggi Teologici. Series Maior 3, EDB, Bologna 2002.


E' possibile che, per quanto riguarda la teologia, il secolo XX passi alla storia come il secolo della teologia della storia. Intorno al 1950 la storia si impose quasi con prepotenza alla riflessione in parecchi modelli di teologia cattolica e il concilio Vaticano II (1962-1965) crea di fatto l’espressione «storia della salvezza». Questo libro esamina il ventennio più significativo della produzione cattolica sul senso e sul significato della storia (1950-1970). Il corpo della ricerca si struttura nell’analisi delle opere di 37 autori sulla teologia della storia. La conclusione dell’Autore: «Ciò che cambia nella teologia non è il riferimento costante alla storia della salvezza, ma il posto e il valore che a questa si desiderava attribuire all’interno della teologia». La teologia della storia permette il recupero dell’unità del sapere teologico per la forza strutturante che in essa assume il riferimento cristologico e per l’articolazione che la cristologia e la soteriologia assumono rispetto alla teologia trinitaria e all’escatologia. «O. Cullmann scriveva: “Il nostro sistema cronologico non conta gli anni partendo da un punto iniziale e seguendo una numerazione che progredisce unicamente verso il futuro […]. Esso non parte da un punto iniziale, ma da un punto centrale. Questo centro è un fatto accessibile alla ricerca storica e può venire fissato cronologicamente, se non con estrema precisione, almeno con uno scarto di anni: la nascita di Gesù Cristo di Nazareth”. Che lo storico possa trovare in questa datazione uno dei capovolgimenti epocali della storia è giustificato. Per il teologo, però, il fatto assume un’importanza differente e più profonda. Per la teologia, infatti, l’evento significa che tutta la storia viene ora compresa e giudicata a partire da questo momento; il senso del movimento della storia e il suo cammino verso un fine ultimo e definitivo sono verificabili nella persona di Gesù di Nazareth». «Questa ricerca è importante perché mostra la centralità di Cristo come senso unico e definitivo che viene offerto alla storia. […] Il valore che questa ricerca assume per l’intelligenza della fede è senza dubbio qualificante» (dal «Saggio introduttivo» di Rino Fisichella).


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Pasquale G., La storia della salvezza. Dio Signore del tempo e della storia, Diaconia alla verità 11, Edizioni Paoline, Milano 2002.

Che cosa si intende con storia di salvezza? Che rapporto c’è tra storia sacra e profana? Come può la storia mediare la salvezza? Quando e perché la storia è entrata a far parte della riflessione teologica come categoria fondamentale? A queste domande cerca di rispondere G. Pasquale, autore di questo testo, presentando la visione credente della storia della salvezza. L’espressione «storia della salvezza», creata dal Concilio Vaticano II per ridare alla storia un ruolo fondamentale nella riflessione teologica, è densa di contenuto. La storia non è per la teologia un tema tra gli altri, ma l’orizzonte universale e comunicabile nel quale l’uomo può stabilire il suo rapporto con Dio e con il mondo, con se stesso e con gli altri.

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Zilio P. (a cura), Il ministero della riconciliazione nella profezia di Leopoldo Mandic, Edizioni Messaggero, Padova 2005.


San Leopoldo viveva il sacramento del perdono con uno spirito ecumenico e lo celebrava conservando esteriormente la “forma latina” ma con l’attitudine  interiore della “forma orientale” che non si preoccupa degli atti del penitente e del giudizio sul peccatore, ma mette in primo piano l’azione misericordiosa della SS.ma Trinità e la presenza della comunità ecclesiale che testimonia l’amore perdonante e vivificante del Signore.
A quanti sentono l’urgenza di un rinnovamento personale e comunitario della confessione dei peccati, questo libro aprirà nuove prospettive per una visione di noi-chiesa come comunità perdonata e perdonante nel mondo.


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Bianchi E. – Fusco V. –  Standaert B.,  La parola edifica la comunità, Ed. Qiqajon Comunità di Bose, Magnano (BI) 1996. 

“Spesso avvertiamo una sorta di lacerazione interiore tra il fuoco della Parola che ci brucia dentro, tra il fascino della Parola che irresistibilmente ci attrae e dovrebbe attrarre tutti e la povertà della nostra esegesi. E così, dopo lunghi anni di familiarità amorosa I con la Scrittura, continuiamo ad abbeverarci alle sorgenti limpidissime della Parola.,continuiamo a meditarla, a contemplarla, a leggerla da soli e insieme alle comunità, ai presbiteri, al popolo di Dio, nella certa speranza di vedere un giorno, strappato il velo della carne, quell’indicibile Mistero che essa ci fa intravedere come attraverso uno specchio e in un enigma”.

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L’uomo ultimo. Per una antropologia cristiana e francescana, a cura Pasquale G. – Taneburgo P.G:, EDB, Bologna 2006.  

«Si è ormai imposta, e crescerà nel futuro, una nuova "questione antropologica", non meno rilevante, anche a livello pubblico, della questione sociale e di quella che possiamo chiamare la questione politico-istituzionale, nata con il sorgere dei moderni regimi democratici».
Partendo da questa osservazione del card. Ruini, il volume propone i tratti di un'antropologia cristiana e francescana nella città secolare. La peculiare intuizione che ha reso Francesco d'Assisi costruttore della fraternità universale fa da guida all'articolarsi del volume. In esso tre contributi descrivono il terreno culturale sul quale oggi cade l'annuncio cristiano e due approfondiscono le caratteristiche specifiche con cui il francescanesimo si pone nello sforzo di essere interlocutore dell'uomo contemporaneo.
Scritti di Antonio Staglianò, Calogero Peri, Dino Dozzi, Carmelo Dotolo, Vittorio Sozzi.

 
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Studio Teologico Interprovinciale "Laurentianum" dei Frati Minori Cappuccini
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