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Psicologia

Manenti A., Coppia e famiglia: come e perché. Aspetti psicologici, EDB, Bologna 2000.

La famiglia è una realtà affettiva che si realizza nello spazio intermedio fra l'io e il tu senza confondersi con nessuno dei due elementi. Come formarsi e formare una mentalità familiare, nel duplice aspetto di dialogo marito moglie e di genitori figli? Quali processi psicologici governano la relazione? Come individuare lo stile familiare?
Il libro vuole aiutare i fidanzati e gli sposi a prendere maggiore coscienza di ciò che significa sistema familiare nel suo formarsi e organizzarsi. Si rivolge anche agli operatori familiari che con competenze diverse entrano nel sistema altrui per migliorarlo. Ad entrambi vengono offerti principi psicologici e orientamenti pedagogici che servono per il buon funzionamento del dialogo in famiglia nonché per una maggiore integrazione fra fede cristiana e vita vissuta.

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Grün A. - Sartorius C., A onore del cielo – come segno per la terra. La maturità umana nella vita religiosa, Queriniana, Brescia 20022.

Quale può essere oggi il cammino di maturazione umana di un religioso di una religiosa? Come dovrebbe configurarsi la realizzazione di sé e nella vita di una comunità religiosa? Come si possono efficacemente compenetrare vita quotidiana e vide vissuta? A quali condizioni una comunità diviene fonte di scelte e atteggiamenti maturanti per le persone consacrate? E quando invece favorisce una pietà nevrotica o immatura?Grün (OSB) e Sartorius (OP) hanno approfondito con onestà questi urgenti interrogativi esistenziali. In questo libro di orientamento hanno fatto confluire il frutto di numerosi colloqui con confratelli e consorelle oltre alle riflessioni scaturite dalla loro pluriennale esperienza.


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Brondino G. - Marasca M., La vita affettiva dei consacrati, Editrice Esperienze, Fossano, 2002. 

L’uomo è un individuo che pensa, che agisce, ma soprattutto che sente. Per questo, se una dimensione affettiva sana ed equilibrata è uno dei fattori più importanti nella vita di tutte le persone, lo è in un modo del tutto particolare per le persone consacrate. Infatti, un'affettività serena e matura può rivelarsi un solido fondamento per la vita comunitaria, per la gestione degli stress quotidiani e per la castità consacrata. Un religioso disturbato o tormentato a livello affettivo, infantile od immaturo, difficilmente riuscirà a mantenersi casto, perché la castità deve essere innanzitutto una “castità del cuore”. Da diversi anni, vari documenti e dossiers di varia provenienza denunciano abusi sessuali di vario genere e rivelano con chiarezza che la vita affettiva dei consacrati non sempre è così luminosa e trasparente come dovrebbe essere. Molti documenti del Magistero, molte lettere di Superiori maggiori di diversi Ordini ed istituti religiosi e diverse indicazioni di Enti ecclesiastici cominciano a dare molta importanza a questo settore della vita, finora spesso trascurato nella teoria e nella pratica formativa. Questo libretto intende portare un modesto contributo per una maggior conoscenza delle dinamiche affettive e per aiutare tutti i consacrati ad ottenere un maggior equilibrio in questo settore, così delicato e così importante.


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Marasca M., Psicologia Evolutiva, Edizioni Trauben, Torino, 2002.

L’idea di scrivere questa raccolta di dispense di Psicologia Evolutiva mi è venuta ricordando i tempi passati, quando, giovane studente dell’Università degli Studi di Roma, frequentavo i Corsi di Psicologia e avvertivo la necessità e l’utilità di avere fra le mani, oltre ai testi ufficiali scelti dai vari docenti, qualche appunto delle lezioni a cui partecipavo. Queste dispense, proprio perché strumenti pratici e sintetici, non hanno la pretesa della “scientificità” e della completezza di un testo universitario. Sono state scritte immedesimandomi nello studente che le legge. Mi sono servito sia della mia esperienza decennale di docente sia di alcuni testi di Psicologia Evolutiva adottati presso altre Facoltà di Psicologia. Mi auguro che tutto questo possa servire, per chi le legge, a cogliere ed apprezzare sempre più l’importanza nella formazione delle discipline umanistiche e in modo particolare del Corso di Psicologia Evolutiva come base per una prima conoscenza della persona umana che “si va costruendo”. I temi affrontati sono: evoluzione e psicologia evolutiva, la vita psichica nella prospettiva psico-dinamica, lo sviluppo della personalità, la preadolescenza, l’adolescenza, l’apprendimento e la memoria.


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Nouwen Henri J.M., Il guaritore ferito. Il ministero nella società contemporanea, Ed. Queriniana, Brescia 20037.

Cosa significa essere ministri nella società contemporanea? Questa domanda è stata posta negli ultimi anni da molte persone che, pur disposte ad un impegno di servizio, soprono il crollo dei metodi tradizionali e l’assenza delle tradizionali protezioni. Partendo da questo interrogativo e da questa constatazione Nouwen esplora in quattro penetranti capitoli i problemi del ministero nella società contemporanea. Certo, non è possibile redire oggi un completo manuale ad uso di chi esercita il ministero, ma è possibile delineare i tratti essenziali della figura del ministro: è quella del guaritore ferito. Il ministro è chiamato a riconoscere nel proprio cuore le sofferenze dei suoi tempi ed a fare di questo riconoscimento il punto di partenza del suo servizio.


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Risè C.,
Il padre. L’assente inaccettabile, Ed. San Paolo, Milano 2005.

L’Occidente contemporaneo è definito dalle scienze sociali «una società senza padri». Alcuni vi vedono la fine, positiva, di ogni “patriarcato”; altri, come l’autore, notano con preoccupazione il vuoto lasciato dall’assenza paterna. Per Claudio Risé, psicoanalista di formazione junghiana e docente di scienze politiche e sociali, il padre è la figura psicologica che collega la biografia individuale al piano trascendente e consente così l’integrazione del dolore e della perdita attraverso l’insegnamento esemplare del suo senso. La «società senza padri» appare, quindi, come un mondo che ha smarrito il senso religioso e, con esso, la capacità di dare significato alle prove della vita, cui l’individuo reagisce infantilmente attraverso il rifiuto e la negazione o con la depressione.
Il libro entra nel vivo della cronaca di oggi mostrando come l’assenza paterna non nasca da fumosi processi psico-sociologici, ma dalla diffusione di separazioni e divorzi, che si concludono quasi sempre con l’espulsione dei padri da casa e con la rottura (o il grave indebolimento) del loro rapporto con i figli. A questo si aggiunge l’attuale legislazione abortista, che per la prima volta nella storia umana toglie la parola al padre in materia di procreazione. Di fronte agli enormi danni umani e psicologici di questa situazione, si va delineando una reazione, diffusa soprattutto fra i giovani, di cui Risé presenta, e interpreta, le prime forme. Si tratta di un sentire condiviso, che si traduce in usi e costumi nuovi, atti a dare spazio e considerazione a un padre consapevole e responsabile.


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Bruner Jerome S., Il linguaggio del bambino. Come il bambino impara ad usare il linguaggio, Armando Editore, Roma 2005.

Jerome S. Bruner in questo denso e stimolante libro aggiunge un capitolo alla sua Autobiografia, rievocando il suo itinerario dal mondo della psicologia cognitiva ed evolutiva in generale al mondo della psicolinguistica genetica. 
E' proprio questo itinerario scientifico che spiega l'impostazione di base di questo saggio: il passaggio, cioè, da una antica e superata metodologia euristica fondata sullo studio di pochi casi e incentrata sulla descrizione e quantificazione del vocabolario infantile e poi su un approccio nettamente grammaticalistico (sviluppo della sintassi nella prima età), alla ricognizione e considerazione della maturazione linguistica come accesso alle dinamiche della comunicazione. Una visione, dunque, più realistica del linguaggio come forma di comportamento funzionale alle situazioni, in un'ottica chiaramente "pragmatica" (come viene definita dalla semiotica moderna).
Come, dunque, impara a parlare il bambino? Imparando a interagire con le persone che lo circondano e a costruire le espressioni verbali appropriate alle situazioni e, al medesimo tempo, allineate con le regole strutturali del sistema linguistico assorbito dall'ambiente di vita. Questi meccanismi apparentemente semplici nascondono operazioni complicate, organizzate sistematicamente, obbedienti a regole precise. In una parola, il piccolo parlante "gioca" (nel senso dei "giochi linguistici" di Wittgenstein) e "negozia" (contratta, cioè, il senso degli enunciati ascoltati o prodotti).
Bruner chiarisce tali dinamismi psicolinguistici in pochi, ma sostanziosi capitoli, ricavati da saggi maturati in lunghi anni di riflessione e sperimentazione.
Il libro, leggibilissimo anche ai non iniziati, ma utilissimo a psicologi, educatori, clinici, genitori, può sostituire la lettura della vasta letteratura odierna sull'argomento, in quanto ne riassume e ne utilizza i dati e le nozioni più saldamente acquisiti.

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Bissi A., Il colore del grano. Crescere nella capacità di amare, Paoline, Milano 20045.

Il «colore del grano», nel libro Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry, sta a simboleggiare la maturità dell’amore, quando cioè questo sentimento è percepito come forza che trasforma e trasfigura ogni realtà dentro e attorno, aprendo spazi finora inesplorati e offrendo nuove possibilità di conoscenza di se stessi e degli altri. L’amore è dunque un’esperienza dinamica, un cammino mai concluso. La crescita nella capacità di amare è itinerario impegnativo ma necessario. Da esso dipende la formazione di personalità armoniose e armonizzanti, capaci di assumere responsabilmente la fatica e la bellezza del «voler bene» e di immettere, in un contesto sociale che spinge il più delle volte a confondere l’amore con l’uso o con l’abuso del sesso, dinamiche di accoglienza di un mistero che rende «persona» in pienezza.


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Drewermann E., L’essenziale è invisibile. Una interpretazione psicanalitica del Piccolo Principe, Queriniana, Brescia 20024.

La favola del Piccolo Principe dello scrittore francese Saint-Exupéry è uno dei racconti più suggestivi e più letti del XX secolo. Drewermann ne dà qui una interpretazione teologica e psicanalitica, che ne ricupera criticamente i densi simboli come direttiva di vita, come sfida a guardare il mondo con gli occhi dell’amore:«negli occhi dell’amore il mondo intero è soltando il velo, la luce, l’ombra dell’eternità».


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Pangrazzi A., Il lutto: un viaggio dentro la vita, Ed. Camilliane, Torino 20063.

Prima o poi, nella vita di tutti, giunge il momento di dover dire addio alle persone care. È una realtà inevitabile, ma a cui si preferisce non pensare. Il cordoglio è il prezzo che si paga per amare qualcuno. “Il lutto: un viaggio dentro la vita” è la mappa di un cammino percorso in modi, tempi e ritmi diversi da chi ha sofferto la perdita di una persona cara. Il libro è destinato a chi si trova a vivere l’esperienza di un distacco e a chi vuol offrire conforto e aiuto alle persone in lutto.


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Guarinelli S., Un canto a tre voci. Aspetti psicologici dei consigli evangelici, Ed. Ancora, Milano 2006.

L’obbiettivo di questo libro è di indagare in che modo i tre consigli evangelici interagiscono e forse pure interferiscono con l’identità personale del religioso o della religiosa. La scelta di questo approccio è legata a quello che rappresenta il punto di arrivo di una riflessione non solo psicologica sui voti: i consigli evangelici rappresentano una unità. Sono come tre dimensioni di una sola realtà: il dono di sé. In questa espressione sintetica troviamo il centro dell’etica e della spiritualità cristiana.

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Powell J., Perché ho paura di amare, Ed. Gribaudi, Milano 2004.


È troppo poco dire che non sappiamo amare. La verità è, soprattutto, che abbiamo paura di amare.
Sì, temiamo che gli altri respingano il nostro amore per loro, e che in ultima analisi respingano noi stessi. Lo temiamo perché noi stessi non abbiamo fiducia in noi. John Powell ci aiuta a guardare questa nostra tortuosa psicologia. C'insegna a conoscerci e ad accettarci come realmente siamo. E ci mostra come l'autoconoscenza e l'autoaccettazione costituiscono la piattaforma del lungo viaggio verso l'amore. È un viaggio dall'itinerario paradossale. Se amiamo gli altri per attirare la loro attenzione su di noi, se riduciamo gli altri a mezzi per provare noi un po' di calore, infallibilmente la nostra destinazione sarà la solitudine. Se invece dimentichiamo noi stessi per interessarci disinteressatamente agli altri, daremo amore autentico e riceveremo amore autentico. Attraverso questo ritmo del dare e del ricevere amore, ciascuno di noi realizza la propria maturazione personale e risponde nell'unico modo valido al Dio che è Amore.  

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Capodieci S., Fratelli & Sorelle. Hänsel e Gretel o Caino e Abele?, Ed. San Paolo, Milano 2003.

La relazione fraterna è molto più che un semplice riverbero del rapporto intessuto dai figli con i genitori: tra i fratelli esiste un legame unico, irripetibile e straordinario, che merita di essere meglio conosciuto e valorizzato anche ai nostri giorni, segnati dal tramonto delle famiglie numerose, per secoli pietra miliare della società in Occidente. Ancora oggi, infatti, la relazione fraterna rimane un'isola di stabilità nel fiume della vita, entro cui ti avventuri fiducioso se hai a fianco un fratello; rappresenta il deposito delle nostalgie e dei ricordi cui attingi energia in età adulta, quando la malattia o la morte di una persona cara ti rendono brutalmente consapevole dell'enorme vulnerabilità umana; soprattutto, ti fornisce la possibilità di soddisfare i bisogni di attaccamento e di sostegno: nei casi di abbandono parentale durante l'infanzia, nelle calamità, in ogni situazione in cui ti appare imminente la débâcle del tuo mondo affettivo e relazionale, il legame fraterno diventa un prezioso fattore di conforto. Molti adulti riconoscono di dovere la vita - non solo fisica, ma psicologica - ai propri fratelli.
Certo, averli è un rischio: lo è fin dalla più tenera età, quando ti accorgi (o ti convinci) che il figlio "più amato" dai genitori non sei tu, ma è un tuo fratello (il maggiore, o l'ultimogenito, o il più bello-bravo-intelligente, o il più brutto-scontroso-sfortunato...). Tuttavia, non averli è una vera e propria "amputazione originale": se è innegabile che la rivalità connota fortemente il rapporto di fratria, in quanto prodotta dalla competizione emotiva che viene a crearsi fra individui costretti a disputarsi l'amore e l'attenzione delle medesime persone (la coppia parentale), altrettanto innegabile è il fatto che nessuno meglio di un fratello può essere amico, complice, consolatore, compagno di avventure.

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Hannan P., I nove volti di Dio. Un viaggio di fede attraverso l'enneagramma, Ed. San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 1994. 


L'enneagramma è un efficace strumento sia per riconoscere il lato oscuro che condiziona negativamente ogni personalità, sia per liberarci dalle false immagini che abbiamo di noi stessi e di Dio. A partire dalle esperienze quotidiane, esaminate alla luce della parola di Dio, Peter Hannan indica le tappe di un cammino interiore la cui mèta è l'Amore. Molte persone alla ricerca di un'autentica vita di fede leggeranno con profitto questo libro.


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Cencini A. - Manenti A., Psicologia e formazione. Strutture e dinamismi, EDB, Bologna 19938.


Guidare a una conoscenza positiva e integrale del proprio «io», per favorire la formazione alla maturità: questo l'obiettivo che persegue la presente pubblicazione. Nella prima parte viene studiato l'individuo soprattutto nel suo aspetto personale e interiore, cioè il rapporto che ognuno ha con se stesso (le strutture intra-psichiche), perché il primo indice di maturità è il saper vivere in forza di convinzioni interiori, e non già subendo i condizionamenti che vengono dall'esterno. La seconda parte, dedicata alla funzionalità psicodinamica, offre invece alcune idee per capire non solo che cosa facciamo, ma perché agiamo, e quindi le motivazioni, i valori, che sono all'origine dei nostri comportamenti. E un po' insistente questo discorso sui «valori»; ed è fatto di proposito, per far comprendere lo specifico della psicologia per chi crede che la vita debba avere un senso (qualunque esso sia), e capire anche che il cammino verso la maturità implica la fatica e la gioia della conquista. Un libro, quindi, scritto per educatori, genitori, e soprattutto giovani decisi di farsi protagonisti del proprio futuro. Un libro che offre stimoli e prospettive per aiutare in modo efficace la formazione alla maturità.

 
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Ayestarán S., Il conflitto comunitario. Un’opportunità per crescere o una minaccia di distruzione?, EDB, Bologna 2007 (Quaderni di formazione permanente 5).


I conflitti esistono oggettivamente, indipendentemente dalla sensibilità e dalla volontà delle persone. Siamo diversi nelle idee, nei gusti, negli interessi, nella preparazione intellettuale, nelle attività, nella capacità di influire sugli altri… Tra le persone ci sono tante differenze. Nella nostra cultura religiosa, siamo stati educati al moralismo; è una cattiva preparazione per imparare a gestire bene i conflitti umani. La cultura moralista è una cultura della colpevolezza, e sentirsi colpevoli o colpevolizzare altri costituisce un grande impedimento per la comunicazione. Dobbiamo abbandonare questa prospettiva e imparare ad analizzare i meccanismi psicologici e sociali che intervengono nella costruzione dei conflitti umani. Queste pagine aiutano a smontare gli schemi moralistici e a sostituirli con altri schemi, basati sull’osservazione dei processi psicologici e sociali che danno luogo a situazioni umane di conflitto.


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Charron Jean-Marc, Da Narciso a Gesù. La ricerca dell’identità in Francesco d’Assisi, Ed. Messaggero, Padova 1995. 

L’argomento trattato in questa opera è di capitale importanza per la definizione dell’identità del cristiano. Mentre è abbastanza facile convenire sul fatto che la persona di Gesù Cristo è il «contenuto» oggettivo e determinante per tale identità, risulta difficile studiare le dinamiche soggettive implicate nel rapporto tra credente e Cristo.
Con l’aiuto della psicanalisi è però possibile riscontrare nella struttura del desiderio l’elemento soggettivo che configura tutta la personalità e le relazioni di un individuo. A tale scopo l’autore si serve della psicanalisi applicata ad un caso particolare di identità cristiana colta nel suo nascere e nel suo consolidarsi: il caso di Francesco d’Assisi.
In conclusione si vede come la sequela Christi, in cui consiste l’identità cristiana, richieda un processo continuo di purificazione del desiderio narcisistico presente in ogni persona.


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Albisetti V., Essere amici o avere amici? Un modo per conoscere se stessi e gli altri, Ed. Paoline, Milano 1997. 

Essere amici può apparire semplice: affinità di carattere, interessi comuni... Ma, a volte, un rapporto che sembrava solido si infrange contro lo scoglio dell'affermazione di sé, della prevaricazione psicologica che, anche inconsapevolmente, viene messa in atto nei confronti dell'altro.«Essere amici» scrive Albisetti, «vuol dire accettare l'altro nella sua unicità e irripetibilità, nella sua autonomia, nella sua diversità». Ciò implica una consapevolezza anche della propria originalità, che si traduce in uno scambio proficuo di esperienze. Chi pensa di trovare nell'amicizia una soluzione al proprio disagio interiore o alle proprie difficoltà andrà facilmente incontro a delusioni. «Essere amici», scrive ancora Albisetti, «non è uno stato affettivo, ma una vera e propria scelta di vita. La scelta di fondare la propria esistenza sull'apertura vera, autentica, verso gli altri».

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Cantelmi T. – Barchiesi R., Amori difficili. La crisi della relazione interpersonale e il trionfo dell’ambiguità, Ed. San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 2007.
 

Perché oggi sembra così difficile, se non a volte impossibile, costruire relazioni affettive stabili e durature? Perché le persone preferiscono sedersi davanti alle telecamere del programma del momento per cercare l'anima gemella? Perché la trasgressione sta diventando la regola delle relazioni?
Perché l'amore, quello vero, tanto sognato e tanto declamato, sembra essere divenuto disperatamente difficile?
Questo libro traccia un percorso alla scoperta di ciò che abbiamo perduto, immersi in una società folle e frenetica, che ci costringe a ritmi disumani e ci impedisce quasi di avvertire il vuoto di relazioni fittizie ed emotivamente superficiali.
Gli autori ci riconsegnano - da una parte - un quadro realistico di tante drammaticità postmoderne in cui abbiamo frammentato l'amore e - dall'altra - una nuova prospettiva da cui guardare e comprendere dove ci troviamo ma soprattutto come siamo e che cosa siamo in grado di costruire: per avvicinarci al senso più vero dell'amore, che non può essere quello di colmare le nostre solitudini, o farci dimenticare per un attimo la frenesia della vita moderna, o iniettarci una dose di sensazioni che ci facciano sentire vivi. L'amore non può essere nelle forme che gli abbiamo assegnato in questa società, ma dev'essere qualcosa di molto più grande e bello.


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Torelló G., Psicanalisi e/o Confessione?, Ed. Ares 2007 (Anima & Psiche 12) 

Il vanitoso, l’egressivo, il dongiovanni inguaribile, l’egocentrico, l’indifferente sono dei malati o dei peccatori? Detto altrimenti: la nevrosi, tratto saliente dell’uomo contemporaneo, deve trovare le sua soluzione nella religione o nella medicina? Sono alcuni dei temi affrontati in questo classico che costituisce un indispensabile punto di riferimento per quanti desiderano avere una visione chiara, sintetica ed equilibrata dei rapporti tra psicanalisi, confessione e direzione spirituale.

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Aceti E., Il linguaggi del corpo per un rapporto armonioso con sé e con gli altri, Città Nuova Editrice, Roma 2007.

I nostri tempi sembrano aver fatto del corpo una sorta di “idolo” al quale dedicare attenzioni e cure talora eccessive e insensate che non sembrano però portare a una vera felicità. Ma, in realtà, cos’è davvero il corpo? Cosa significa avere un corpo, prendersene cura? Seguendo la storia sociologica e la fenomenologia del rapporto tra gli esseri umani e il corpo, l’autore rintraccia nella dimensione del “corpo animato” e dell’ “anima incarnata” la chiave per l’armonia della persona: “io” in dialogo con un “tu”.

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Bissi A., Il battito della vita. Conoscere e gestire le proprie emozioni, Paoline, Milano 2007. 

Le emozioni sono fondamentali perché fanno pulsare, giorno dopo giorno, la nostra vita. E possono condizionare in positivo o in negativo il nostro umore, le nostre relazioni con gli altri e, in fondo, la nostra stessa felicità.Allora, che fare? Prima: conoscerle. Secondo: imparare a gestirle. Questo, in sintesi, quanto questo libro propone. Perché, attraverso una corretta conoscenza delle emozioni e una loro consapevole e matura gestione, potremo vivere in armonia con noi stessi e con gli altri. Il taglio adottato nell’affrontare l’argomento è quello non solo scientifico, ma aperto a un orizzonte più ampio: quello della persona nella sua globalità, comprensivo dell’aspetto morale e spirituale. Si tratta di una guida semplice e concreta, in grado di far luce sul mondo delle emozioni con due finalità primarie: conoscere le emozioni e imparare a gestirle. Alla fine di ogni capitolo, le sezioni Strumenti di lavoro e Qualche interrogativo-verifica per te aiutano a percorrere e verificare il cammino fatto, ampliando anche il campo di riflessione ad altri ambiti, per esempio quello biblico.

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Guzzi M., Per donarsi. Un manuale di guarigione profonda, Paoline, Milano 2007.

Molte persone nei Paesi occidentali stanno raggiungendo un limite interiore di sofferenza e di insensatezza angosciosa che sembra preludere o a un collasso o a una svolta radicale. Questo libro si rivolge innanzi tutto a loro, a chi sopporta spesso in silenzio e da solo questo tracollo delle ragioni stesse della vita. Il cammino proposto è estremamente concreto: il lettore è invitato a riflettere, ma anche a svolgere precisi esercizi di autoconoscimento psicologico e meditazioni guidate.

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Marchioro G., Dentro il dolore. Psicologia oncologica e relazione d’aiuto, FrancoAngeli, Milano 2007.


Questo libro è fatto di storie: storie dolorose, estreme, di malattia, ma anche toccanti, di aiuto, di relazione. C'è, per prima, la storia umana di uno psicologo che entra in un reparto di oncologia; alla sua, si intrecciano le storie di chi, via via, lo avvicina, gli chiede di essere ascoltato o di ascoltare, prima un po' sospettoso, magari titubante, poi aperto e infine riconoscente. Tra tutte, scorre il filo dell'empatia che scaturisce tra il paziente e l'operatore sanitario alla notizia di una malattia grave, o terminale.
Ponendosi dentro l'esperienza del dolore l'autore verifica il tipo di rapporto che lo psicologo o lo psicoterapeuta instaurano con il paziente per affrontare le domande fondamentali che la persona coinvolta – nella sua totalità – dalla malattia si pone, offrendo un chiaro esempio di come la psicologia oncologica, nel suo metodo narrativo, possa essere un aiuto efficace in situazioni patologiche gravi.La testimonianza è profondamente documentata anche sul piano teorico-scientifico, così che questo testo si propone come utile strumento per la formazione stessa degli operatori.

Perché, come dice De Pieri nella Presentazione: "Crescere insieme, sano e malato, paziente e operatore, consente di formarsi realmente e di aiutare gli altri, affrontando la più alta sfida che coinvolge l'uomo, quella del significato della sua vita, al di là del dolore e della morte".

 
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